Una comunità gentile

Una comunità gentile

Si sa che gli inglesi hanno un senso dell’umorismo speciale, ma anche un aplomb invidiabile dal resto del mondo (dai passionali italiani in primis) che spesso si traduce in gentilezza.
Probabilmente non è quindi un caso che siano britannici alcuni famosi scrittori del secolo scorso, tra quelli che più di tutti ci possono insegnare la compostezza, l’educazione, il rispetto e la civiltà.

Questo mese ho terminato la lettura di Cranford, un romanzo dal linguaggio gentile, di Elizabeth Gaskell, scrittrice inglese del 1800, autrice di 8 romanzi e altre storie brevi, e mi è piaciuto moltissimo per l’umanità che descrive.
Cranford in origine fu pubblicato “a puntate” tra il 1851 e il 1853 sulla rivista Household Words edita da Charles Dickens e solo nel 1853 divenne il romanzo che conosciamo oggi.
Parla di una cittadina fittizia – ispirata a Knutsford nel Cheshire, dove la Gaskell trascorse la propria infanzia – abitata quasi totalmente da donne, molte delle quali non proprio in tenerà età.
La trama si snoda, attraverso la narrazione di una delle protagoniste, Mary Smith, e le vicissitudini di alcune anziane signore di alto ceto sociale non più così benestanti, rimaste zitelle e legate alle tradizioni, alla forma e all’onore.
Quasi tutte le abitanti di Cranford si ritrovano in età avanzata ancora nubili e con poco denaro, intente a conservare, con sforzi e sacrifici notevoli, una parvenza di eleganza e maniere borghesi nella tranquilla quotidianità del paese.

Gli eventi che scuotono il sereno scorrere dei giorni sono pochi, ma non vorrei spoilerare nulla, in caso questo breve articolo faccia venire voglia a qualcuno di scoprire le avventure delle protagoniste leggendo il romanzo, ma ciò che rimane costante durante tutto lo svolgersi degli eventi, è:
– Il garbo e la gentilezza, nelle situazioni di screzio e difficoltà così come nei modi e nelle conversazioni più comuni;
– La delicatezza; mi è piaciuto molto come venissero notati i trucchetti messi in atto dalle signore per risparmiare su candele, ricevimenti & c., senza far sentire in difetto chi si ritrovava a ricorrervi. Anzi, in alcuni casi si accoglie ben volentieri una nuova abitudine “al risparmio”, mascherandola da “regola regale” e buon gusto.
– La solidarietà, che appare evidentissima in almeno 2 circostanze, mai fatta pesare e sempre originata da un sincero moto del cuore;
– La purezza delle buone azioni. Sia chiaro: le signore hanno anche dei difetti e sono lontane dalla perfezione, così come ogni essere umano, però è evidente per tutto lo svolgimento del libro che nulla viene compiuto con il desiderio di ricevere in cambio un tornaconto.

 

Pic by Thomas Park via unsplash


Cranford è una piccola società di amazzoni, se così vogliamo definirle, che non odiano gli uomini – semplicemente non li capiscono perché non li conoscono davvero – abituate ad aiutarsi l’una con l’altra e che fa affidamento sul sostegno del prossimo.

Penserai, forse, che è normale: questo succede tra amiche.
Beh, mi auguro di incontrare più esempi di simili rapporti interpersonali, non solo romanzati e soprattutto ora in pandemia.

Chiaramente non credo in e non desidero una Società di sole donne, anzi, di fatto Cranford è stata una piacevole lettura, uno scorcio su usi e costumi dell’epoca che mi ha fatto sorridere con contrasti delicati e cuori luminosi.

Nei nostri Happymind di maggio, mese del libro, abbiamo trattato libri legati alla felicità e all’evoluzione personale, ma sappiamo quanto è importante leggere e direi che questo è libro consigliatissimo per l’estate.
E se ti va di ripassare il potere della gentilezza con noi, clicca qui 

PS: gli HAPPYMIND sono i nostri aperitivi per la mente che teniamo ogni martedì alle ore 19:00 sul nostro Gruppo Riservato di Facebook Il Meglio di Te in Azione  e su YouTube

Ogni settimana trattiamo un argomento legato ai temi che ci appassionano e che sono alla base dei nostri corsi: intelligenza emotiva, autostima ed autoefficacia, felicità, comunicazione empatica, leadership positiva.