La natura, grande alleata della felicità

La natura, grande alleata della felicità

Ho sempre pensato alla natura come al più grande attivatore di immaginazione e creatività.

Ma non solo. Grazie alla natura possiamo scoprire il miracolo della nascita e assistervi ogni qualvolta vediamo spuntare un germoglio, un fiore, un frutto.

 

La natura ha un grande impatto positivo sulla crescita e sullo sviluppo del bambino e sullo stupore degli adulti, quelli che riescono ancora a farlo.

Te ne parlo perché ho vissuto per molti anni in campagna e ho contribuito alla cura dell’orto di famiglia. Ricordo ancora quando aiutavo ad estirpare l’erba, a preparare il terreno e a seminare; oggi lo ritengo un grande privilegio e una grande scuola per me.

 

È vero, non è da tutti avere a disposizione un orto o un giardino, né poter vivere la stagionalità della campagna o dell’ambiente che ci circonda.
Pensare che molti bambini crescono in città e per anni non entrano a contatto con la natura mi fa sempre un po’ dispiacere.

 

Sono convinto che la natura abbia molto a che fare con la felicità, partendo dalle sensazioni, dai profumi e dai colori; dovremmo garantire ai bambini un contatto con la natura fin dai primi mesi d’età. Che sia mare, montagna o campagna, l’effetto positivo è prolungato nel tempo e porta benefici a lungo termine.

 

Uno studio conferma che il contatto con ambienti naturali durante l’infanzia giova alla salute mentale in età adulta: vi sono benefici riscontrabili dall’impatto degli spazi verdi, ma anche dalla vicinanza al mare, sul benessere mentale e sulla vitalità fisica.

 

Un gruppo di ricerca internazionale, formato da studiosi dell’Università di Maastricht (Paesi Bassi), dell’Università di Vytautas Magnus (Lituania), dell’Università dello Steffordshire (Regno Unito) e di altri atenei europei, guidato da alcuni scienziati spagnoli dell’Istituto per la Salute Globale di Barcellona, hanno sottoposto a questionari e a test psicologici più di 3mila abitanti di quattro città europee.
Questo studio, pubblicato sul Journal of Environment Research and Public Health e parte del progetto di studio Phenotype (avviato nel 2013 e che indaga proprio sulle connessioni tra esposizione all’aperto e il miglioramento della salute e del benessere della popolazione), ha analizzato i dati di circa 3.600 persone con un’età compresa tra i 18 e i 75 anni in quattro città: Doetinchem (Olanda), Kaunas (Lituania), Stoke-on-Trent (Regno Unito), Barcellona.

Gli studiosi hanno sottoposto ai partecipanti alcuni questionari e test psicologici volti a valutare l’associazione tra l’esposizione ad ambienti naturali all’aperto durante l’infanzia e la vitalità, l’energia, la stanchezza, il nervosismo, lo stato depressivo, lo stress e altri fattori “mentali” sperimentati in età adulta.

Tra gli ambienti naturali presi in esame non solo il verde di boschi, parchi e campagne, ma anche il blu di laghi, mare, stagni, fiumi e via discorrendo.

Dai risultati è emerso che chi da bambino aveva avuto una minore esposizione alla natura presentava punteggi più bassi nei test di salute mentale. Ad esempio, era più nervoso e aveva maggiori probabilità di manifestare sintomi depressivi.

Secondo questi studi, l’impatto negativo sulla salute mentale di un’infanzia lontana dal verde e dal blu risiede nel fatto che il nostro cervello si è evoluto a contatto con la natura.

“Per la prima volta abbiamo visto che l’effetto positivo di essere esposti agli spazi naturali durante l’infanzia, dura nell’età adulta e ha un effetto positivo sulla salute mentale, che è molto importante nel contesto attuale in cui la malattia il mentale è un grande fardello per la società”.

 

Anche questa ricerca evidenzia, quindi, il fatto che dovrebbe essere attuato tutto il possibile per permettere l’accesso alla natura ai più piccoli, a partire da una nuova progettazione delle città, dove una maggiore presenza di verde non solo sarebbe una panacea per la salute mentale, ma anche per la salute fisica, dal momento che invita a fare più esercizio fisico, e ridurrebbe di molto anche i livelli di inquinamento atmosferico e acustico.

 

Sappiamo che noi esseri umani abbiamo una spinta innata per vivere in armonia con la natura, ma spesso siamo troppo affannati per dedicarle del tempo o per ritagliarci del tempo per noi stessi ed entrare in contatto con essa.

Eppure, lo studio appena presentato ci fa ben pensare per migliorare il nostro benessere piscologico.

 

Abbiamo inoltre certezza che la natura calma la mente, aumenta la tranquillità, la concentrazione e l’introspezione, migliora l’umore e riduce gli stati ansiosi e depressivi.

Quanto ci renderebbe più felici un’ora di pausa immersi in un parco, a passeggiare in riva al mare o al lago? Sappiamo che una camminata veloce aumenta la produzione di dopamina, l’ormone della felicità, chissà quale ulteriore beneficio può portare facendolo in mezzo alla natura.

 

Anche qui ci viene in aiuto un altro studio (pubblicato su Scientific Reports): dedicare poche ore a settimana alla cosiddetta ecoterapia, può apportare importanti benefici già da subito, tra questi, quello di guardare la propria vita sotto un altro punto di vista, ed esserne soddisfatti.

 

Entrare in contatto con la natura, può davvero farci sentire meglio, fisicamente e mentalmente: fa bene ai bambini e ai più grandi. Il consiglio per una famiglia è quello di portare i propri figli in un parco verde naturale, piuttosto che in un parco commerciale artificiale.

Si tratta di una terapia, che ci consente di entrare in connessione armonica con l’universo intero, basta poco in fondo per essere felici e anche la natura è nostra alleata, non sono il solo a dirlo!